I modelli frontier stanno riscrivendo le regole della vulnerability research in tempo reale.
Secondo Thomas Ptacek, esperto di sicurezza di lungo corso, i modelli AI di ultima generazione stanno avendo un impatto improvviso e massiccio sul campo della ricerca sulle vulnerabilità. Nel giro di pochi mesi, attività che richiedevano settimane di lavoro specializzato stanno diventando automatizzabili. Non si tratta di hype: chi lavora nel settore sta già vedendo i risultati concreti sul proprio workflow quotidiano. La frontiera tra ricercatore umano e assistente AI si sta assottigliando a una velocità che nessuno aveva previsto.
In pratica: trovare vulnerabilità software sta per diventare molto più veloce e accessibile — il che è una notizia ottima per i difensori, e terrificante se finisce nelle mani sbagliate.
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