
Settanta organizzazioni avvertono Meta: il riconoscimento facciale negli occhiali Ray-Ban è una bomba sociale.
ACLU, EPIC e Fight for the Future — tra le oltre 70 organizzazioni firmatarie — hanno scritto a Meta chiedendo di non integrare il riconoscimento facciale nei suoi occhiali smart. Il problema non è la tecnologia in sé, ma chi la userebbe: basta inquadrare una persona per strada per identificarla istantaneamente, senza consenso. Le categorie più a rischio sono vittime di abusi che cercano di sparire dai radar, immigrati irregolari e persone LGBTQ+ in contesti ostili. Meta non ha ancora implementato la funzione, ma il precedente degli studenti di Harvard — che l'anno scorso dimostrarono come fosse tecnicamente realizzabile — ha reso la minaccia concreta.
In pratica: la sorveglianza di massa non richiede più telecamere fisse. Con occhiali indossabili e AI, chiunque può diventare un agente di identificazione involontario — e le vittime più vulnerabili pagano il prezzo più alto.
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