
Qualcuno ha messo soldi veri su come si chiuderà il gap open-closed nell'AI.
Nathan Lambert di Interconnects ha pubblicato le sue previsioni sui modelli open-source entro metà 2026, analizzando il divario che li separa dai modelli proprietari come GPT-4o e Claude. La tesi centrale: il gap si sta riducendo più velocemente del previsto, trainato da player come Meta (Llama), Mistral e dalla proliferazione di fine-tuning aggressivi. Il punto critico non è solo la qualità raw, ma chi controlla l'infrastruttura di deployment e i dati di training — e qui il closed ha ancora vantaggi strutturali non banali. Le scommesse di Lambert indicano un panorama dove entro il 2026 gli open models raggiungeranno il 90% delle performance su benchmark standard, ma resteranno indietro sui task reasoning più complessi.
In pratica: se lavori con AI in produzione, entro 18 mesi avrai modelli open competitivi per la maggior parte dei casi d'uso reali — ma per frontier tasks, il closed non molla.
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